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lunedì 1 luglio 2013

Una sola password da ricordare


Il Web 2.0 offre i servizi più vari: on line si possono costruire interi siti, mappe concettuali, presentazioni, video, linee del tempo, poster. Tutto senza conoscere nulla dei linguaggi del Web, tutto direttamente pubblicato in Internet, quasi tutto gratuito e in buona parte condivisibile per la collaborazione a distanza. Una offerta vasta e divertente per produrre materiali di tutti i tipi.

Solo in quest'ultimo periodo gli autori dei siti cominciano a evidenziarne le caratteristiche educative, in linea di massima i servizi vengono offerti come applicazioni generiche in ambito aziendale o ludico ma con un poco di fantasia, e molta professionalità, ci si può dilettare ad individuare come le diverse opportunità possano essere utilizzate con gli alunni per integrarle nelle attività didattiche. Ma questa offerta così varia e intrigante ha un limite proprio nella sua multiformità e nella sua non organicità.

Ogni servizio che si va scoprendo nella Rete viene presentato in modo diverso, utilizzando HTML , Java o Flash, con interfacce assolutamente non omogenee, con icone fantasiose e con ancor più fantasiosi metodi di costruzione dei materiali. Aggiungendo il fatto che per la maggior parte sono in inglese ...... in pratica occorrerebbe un tutorial dedicato a ciascuno di essi.

Il più grande limite tecnico di questi strumenti di elaborazione e condivisione e la non integrazione: costruisco una bellissima mappa, ma non posso integrarla nella mia presentazione oppure la mia linea del tempo importa foto e video, ma non prevede più di qualche riga di testo. Utilissimi e piacevoli per svolgere un'attività specifica non permettono la costruzione di elaborati complessi come sono in genere i materiali che si preparano per una attività didattica.

Ma nel Web 2.0 c'è anche Google, mon amour, che pian piano nel tempo ha costruito strumenti o li ha acquisiti acquistando applicazioni già collaudate, curando la loro integrazione e la loro interoperabilità, avviando un processo di standardizzazione di icone e interfacce grafiche.

Un'altra seccatura delle pur pregevoli applicazioni del Web 2.0 è che occorre una registrazione per ciascuno di essi: non solo tanti nomi, tanti indirizzi , ma sopratutto tante password da ricordare.
Non è piacevole per nessuno, ma fa scoraggiare i colleghi più insicuri e anche i nativi digitali tendono a confondersi se non si tratta di Facebook, ma di studiare.

Ma anche in questo caso  Google risolve .....



Semplice, gratuito e con tante opportunità : cosa vuoi di più ?






domenica 30 giugno 2013

Un amore maturo


Il mio "Amo Google" non è un'infatuazione, ma un sentimento adulto. Maturato dopo anni di ricerca di soluzioni per individuare strumenti per la didattica in Rete.
Prima ci furono le pagine Web : HTML , CSS e quel tanto che bastava di PHP e Mysql per installare Spaghettilearning, la prima piattaforma di e-learning open source in italiano dal nome suggestivo, forse anche troppo, ora è stata rinominata Docebo, e Moodle e Wiki e piattaforme varie.
Costruire le pagine e curarne la grafica era di grande soddisfazione anche se occorreva un poco di tempo. Il problema era farle costruire ad alunni e colleghi.
La prima pagina era abbastanza semplice da mettere on-line , HTML e FTP, tra l'entusiasmo di vedere la propria opera accessibile in Internet, ma i problemi arrivavano subito dopo: come avere uno spazio per pubblicare le pagine Web ? come costruire pagine accattivanti ? E allora le questioni diventavano più complicate e in tutti i casi si trattava sempre di pagine statiche, poco adatte alla comunicazione didattica, ma l'iniziazione alle pagine dinamiche era ancora più difficile.

Dopo un poco i novizi si stancavano e del resto valeva proprio la pena di impegnarsi tanto per mettere in Rete solo i propri appunti ? I linguaggi del Web non facevano parte dei programmi scolastici e probabilmente non si poteva nemmeno pretendere che facessero parte delle competenze di un docente.

E arrivò il tempo del Web 2.0.

Finalmente non era più necessario scrivere codice e attivare un contratto di hosting per pubblicare su Internet Blog, Wiki, Mappe e materiali vari e diventava semplice anche costruire strumenti collaborativi.

Strumenti ideali per alunni e docenti più interessati alla comunicazione in Rete che alla dura disciplina della programmazione ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.

Per saper ne di più su Web 2.0 , Infrastruttura tecnologica: Web 2.0 e Didattica e Web 2.0

giovedì 27 giugno 2013

Per fortuna non si paga.

Ai tempi in cui frequentavo gli eventi Educational di Microsoft, mi colpì il nome con cui venivano indicati i giovanotti, in genere alti, biondi e discretamente aitanti, che conducevano i workshop : Evangelisti.
Anche se forse il termine in inglese può essere interpretato in modo meno strettamente connesso con gli estensori dei Vangeli, rimasi impressionata dall'accostamento del ruolo  di chi ci spiegava come utilizzare le nuove funzioni di Windows o di Office  con la predicazione religiosa. Usare quel nome mi sembrò  dissacrante per l'accostamento tra la religione e gli interessi economici di una casa di produzione di software,  cominciai a guardare con un poco di diffidenza i giovanotti alti e biondi  e ...... cominciai a considerare con maggiore attenzione l'Open Source !

Questa circostanza mi viene in mente ogni volta che con grande passione "inizio"  alunni e colleghi agli strumenti di Google,  e sogghigno del  mio piglio da evangelista per giunta non alta e non bionda 
Per fortuna cerco di piazzare un prodotto gratuito, altrimenti il mio entusiasmo potrebbe essere frainteso e, considerato che opero nella istruzione pubblica non sarebbe proprio il caso.
Naturalmente sono cosciente che in effetti Google offre i suoi servizi, ma qualcosa vuole in cambio,  
ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta. 

Di buono c'è che gli strumenti di Google sono facilmente e immediatamente attivabili senza costi, requisito essenziale perché le nostre scuole hanno difficoltà anche a sostenere spese irrisorie e comunque non potrei entrare in classe il primo giorno di scuola dicendo " Attivate tutti un account Google" se fosse necessario aggiungere:  al modico costo di (anche)  un euro.